Un Edubus per i bimbi di Mafraq

progetto Mafraq EdubusL’ondata dei profughi siriani ha avuto un forte impatto sulle province di Mafraq e Irbid, dove già si registravano sacche di povertà, un alto tasso di disoccupazione e la presenza di profughi provenienti dall’Iraq e dalla Palestina. I rifugiati palestinesi sono già infatti 2.097.338 e a Irbid sorge un campo che ne ospita più di 25 mila. Altri campi palestinesi nell’area sono a Souf, Jarash e Husn. Gli effetti della nuova ondata di profughi si registrano nel sovraccarico dei servizi, nell’aumento dei costi degli alloggi e nella disoccupazione nelle campagne. I nuovi afflussi hanno inoltre provocato rincari nei generi di prima necessità, la diminuzione di retribuzione della manodopera non qualificata e un aumento della prostituzione. In particolare nelle città settentrionali la presenza dei siriani ha affollato i servizi e il numero crescente di richieste e emergenze ne sta influenzando anche la qualità. Con il deteriorarsi della situazione, i profughi rischiano di essere visti come una minaccia, per questo, da più parti, emerge l’esigenza di avviare servizi di supporto a quelli esistenti, consolidando nello stesso tempo le opportunità d’incontro e condivisione.

L’osservazione sul campo evidenzia una particolare situazione di deprivazione e disagio nel Governatorato di Mafraq, la principale porta d’entrata dei profughi siriani in Giordania. Nel governatorato, la città di Mafraq, a 80 chilometri a nord di Amman, conta circa 59 mila abitanti ufficiali.
Dall’osservazione emerge che molti minori soffrono di traumi da guerra (PTSD – Post Traumatic Stress Disorder) a causa delle drammatiche esperienze vissute in Siria.

Il progetto si rivolge alle famiglie e ai minori nell’area di Mafraq e vuole garantire un supporto di tipo educativo, didattico e di socializzazione. Si tratta di favorire l’inserimento dei minori nelle strutture locali, con particolare attenzione al potenziamento delle attività offerte dal Centro Educativo di Mafraq.

L’unità mobile permetterà di prendere contatto con i minori più sofferenti e facilitare il loro ingresso nei percorsi terapeutici realizzati dal Centro di Mafraq, che Vento di Terra sostiene a fianco della Ong partner Jordan Relief Organization. Nei casi più complessi – sia dal punto di vista psichiatrico che medico – si cercherà di realizzare un ponte con le strutture ospedaliere locali. Particolare cura si avrà nel supportare le famiglie dove sono presenti situazioni di disabilità.

In base a un modello già realizzato da Vento di Terra in Cisgiordania per le popolazioni beduine, l’unità mobile sarà gestita da uno staff qualificato e proporrà attività educative e consulenza familiare negli accampamenti temporanei della provincia di Mafraq e nei quartieri periferici del capoluogo. L’unità mobile, operativa 5 giorni alla settimana, si sposterà a seconda delle necessità. Lo staff sarà composto da due educatori professionali, un’assistente sociale e un logista. L’assistente sociale ricoprirà un ruolo centrale, anche di coordinamento dello staff locale e lavorerà in sinergia con i servizi di territorio. Le attività riguarderanno in primo luogo i minori e le loro madri e coinvolgeranno sia la comunità siriana, sia quella locale giordana.

2018-04-10T15:26:08+00:00 10 aprile 2018|

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